Istat ha diffuso il 4 dicembre 2025 il rapporto “Italy’s Economic Outlook 2025–2026”. Questo documento prevede una crescita del PIL italiano allo 0,5 per cento nel 2025 e allo 0,8 per cento nel 2026. Tali proiezioni dipendono interamente dalla domanda interna, mentre le esportazioni nette esercitano un contributo negativo.
Crescita del PIL Sostenuta dalla Domanda Interna
La domanda interna spinge l’espansione economica nel biennio. I consumi delle famiglie aumentano grazie a redditi disponibili in miglioramento e occupazione stabile. Inoltre, gli investimenti fissi lordi beneficiano di incentivi fiscali e fondi europei del PNRR.
Gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto crescono con vigore. Le costruzioni mantengono un ritmo moderato dopo il boom post-pandemia. Pertanto, la domanda interna compensa pienamente il freno delle esportazioni nette.
Contributo Negativo delle Esportazioni Nette
Le esportazioni subiscono un rallentamento per effetto di un contesto globale incerto. La domanda estera netta sottrae 0,3 punti percentuali al PIL nel 2025. Tuttavia, le importazioni crescono meno delle esportazioni, mitigando parzialmente l’impatto negativo.
Fattori come l’apprezzamento dell’euro e tensioni commerciali influenzano i flussi. Le imprese italiane puntano su mercati extra-UE per diversificare. Di conseguenza, il saldo commerciale resta positivo, seppur in calo.
Dinamiche Inflazionistiche in Moderazione
L’inflazione complessiva si attesta all’1,8 per cento nel 2025 e all’1,6 nel 2026. I prezzi energetici stabilizzano dopo i picchi recenti, favorendo un allentamento progressivo. Inoltre, i servizi essenziali mantengono pressioni moderate sui consumi.
Il deflatore del PIL oscilla intorno all’1,7 per cento annuo. Questa traiettoria supporta il potere d’acquisto delle famiglie. Quindi, le banche centrali godono di margine per politiche accomodanti.
Mercato del Lavoro in Miglioramento
L’occupazione sale al 61,5 per cento della popolazione in età lavorativa nel 2025. La disoccupazione cala al 6,3 per cento, grazie a contratti stabili nel settore servizi. Gli occupati crescono di 180mila unità nel biennio.
Le donne e i giovani guidano il recupero occupazionale. Le politiche attive del lavoro amplificano l’effetto. Pertanto, i redditi pro capite aumentano, sostenendo i consumi privati.
Finanze Pubbliche e Debito Pubblico
Il deficit pubblico si riduce al 3,0 per cento del PIL nel 2025 e al 2,8 nel 2026. Le entrate fiscali beneficiano della crescita e della lotta all’evasione. Il debito pubblico scende al 138 per cento del PIL entro il 2026.
La spesa corrente resta contenuta, priorizzando investimenti pubblici. I fondi europei accelerano l’attuazione di riforme strutturali. In questo modo, la sostenibilità fiscale rafforza la fiducia degli investitori.
Settore Industriale e Costruzioni in Fase di Stabilizzazione
L’industria registra una crescita zero nel 2025, seguita da un +0,5 per cento nel 2026. Le costruzioni non residenziali trainano il settore grazie a opere infrastrutturali. Tuttavia, il ciclo edilizio residenziale rallenta per carenza di domanda.
I servizi mantengono un’espansione robusta al +1,2 per cento annuo. Il turismo e il commercio al dettaglio sostengono l’occupazione. Quindi, la diversificazione settoriale bilancia le debolezze manifatturiere.
Rischi e Opportunità Future
Istat identifica rischi al ribasso da geopolitica e prezzi energetici. Opportunità emergono da innovazione digitale e transizione verde. Le riforme strutturali amplificano il potenziale di crescita a lungo termine.
Il rapporto integra modelli econometrici con analisi congiunturali. Esso fornisce indicazioni preziose per policymaker e imprese. In conclusione, l’Italia naviga una ripresa cauta ma resiliente.