Federica Brignone ha confermato che sarà al via dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, coronando il sogno di gareggiare nell’Olimpiade di casa dopo il grave infortunio subito nella primavera 2025. La campionessa azzurra dello sci alpino è stata inoltre designata come una delle quattro portabandiera dell’Italia, un riconoscimento che valorizza la sua carriera e il suo ruolo simbolico per lo sport nazionale. La decisione è stata annunciata dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che ha sottolineato il carattere eccezionale di questa scelta.
La presenza di Brignone a Milano Cortina assume un significato particolare alla luce del lungo percorso di recupero seguito alla doppia frattura alla gamba riportata ad aprile, che aveva messo in dubbio la sua partecipazione ai Giochi. Dopo il rientro sugli sci in novembre, gli ultimi test fisici e tecnici hanno dato esito positivo, permettendo all’atleta di confermare la sua presenza. A 35 anni, Brignone insegue ancora il sogno della medaglia d’oro olimpica, obiettivo più volte dichiarato e ora legato a una rassegna che si svolgerà davanti al pubblico italiano.
Oltre a Brignone, il CONI ha scelto altri tre portabandiera per le cerimonie di apertura dei Giochi, articolate tra Milano e Cortina. A portare il Tricolore saranno anche Arianna Fontana, leggenda dello short track, il fondista Federico Pellegrino e il curler Amos Mosaner, tutti già medagliati olimpici. Si tratta di una decisione storica, perché per la prima volta una nazione avrà quattro portabandiera ufficiali ai Giochi invernali.
La distribuzione dei ruoli seguirà la formula a due sedi pensata per Milano Cortina 2026. A San Siro, per la cerimonia di apertura di Milano, sfileranno con la bandiera azzurra Fontana e Pellegrino, mentre a Cortina d’Ampezzo sarà la coppia formata da Brignone e Mosaner a guidare la delegazione italiana. In questo modo l’Italia garantirà una rappresentanza equilibrata di genere e di discipline, valorizzando sia gli sport della montagna sia quelli del ghiaccio.
La scelta di Brignone come portabandiera a Cortina ha un forte valore simbolico per lo sci alpino italiano. L’atleta valdostana è da anni uno dei volti più riconoscibili degli sport invernali nazionali, con una Coppa del Mondo generale, numerosi podi e medaglie iridate all’attivo. La sua figura incarna determinazione, resilienza e capacità di rialzarsi dopo un infortunio serio, qualità che il CONI ha voluto mettere al centro del messaggio verso il pubblico e le giovani generazioni.
La decisione di ricorrere a quattro portabandiera rientra in una strategia più ampia di valorizzazione dei Giochi di casa. Le autorità sportive italiane hanno evidenziato come questa formula permetta di rappresentare al meglio la pluralità degli sport invernali e la diffusione territoriale del movimento azzurro tra Lombardia, Veneto e le altre regioni coinvolte. Allo stesso tempo, la presenza contemporanea di grandi campioni nelle due sedi della cerimonia punta a rafforzare l’impatto mediatico e l’identificazione del pubblico con la squadra olimpica.
Per Brignone, Milano Cortina 2026 sarà con ogni probabilità l’ultima grande vetrina olimpica della carriera. La combinazione tra il ruolo di portabandiera e la possibilità di lottare per una medaglia sulle nevi di casa rende l’appuntamento particolarmente carico di attese, sia sul piano sportivo sia su quello emotivo. La campionessa ha già espresso in passato quanto la prospettiva di questi Giochi abbia guidato le sue scelte e motivato il duro lavoro di recupero, trasformando una grave battuta d’arresto in un’ulteriore spinta verso il traguardo.